Luoghi da visitare

Castelvecchio di Rocca Barbena: dove il tempo ha deciso di fermarsi

Se volete scoprire davvero il fascino medievale della Liguria, Castelvecchio di Rocca Barbena è uno dei borghi che proprio non potete perdervi. Io ci sono stato e in questo articolo vi ho preparato un po’ di idee per organizzare la vostra visita. 

 

Come arrivare a Castelvecchio di Rocca Barbena

Usciamo dall’Autostrada dei Fiori al casello di Albenga, seguendo poi le indicazioni per Cisano sul Neva (in paese fate attenzione al limite dei 30 all’ora).

A Martinetto ci manteniamo sulla strada per Garessio ignorando il bivio per la val Pennavaira.

Superiamo il bellissimo borgo di Zuccarello e dopo alcuni chilometri prendiamo la deviazione per Calizzano e Castelvecchio di Rocca Barbena.

Una volta raggiunto il borgo continuiamo fino al comodo parcheggio nei pressi del bivio per Vecersio e il santuario di Monte Croce.

(Se preferite salire in autobus, trovate tutte le informazioni a questo indirizzo).

 

Una visione uscita dal libro delle fiabe

Una volta messi i piedi fuori dall’auto, ci si presenta davanti un panorama spettacolare. Su un’altura rocciosa isolata ecco il castello, che  insieme al monte rocca Barbena da il nome al paese. Sotto di esso il borgo costruito con la stessa antica pietra. 

Furono i marchesi di Clavesana, nel XII secolo, a edificare il primo nucleo della fortificazione che avrebbe dovuto controllare l’incrocio di strade tra le valli Neva, Bormida e Tanaro.

Alla fine del Trecento Castelvecchio di Rocca Barbena diventò parte del Marchesato di Zuccarello, controllato dai marchesi Del Carretto.

Rimase poi nell’orbita della Repubblica di Genova nonostante un breve periodo di dominazione dei Duchi di Savoia. Questa zona strategica fu sempre al centro di accese rivalità tra Piemontesi e Genovesi, che terminarono solo con l’annessione della Liguria al Regno di Sardegna.

 

Cosa vedere a Castelvecchio di Rocca Barbena

Dal parcheggio panoramico una stradina ci porta nel cuore del borgo.

Dopo un tratto in discesa arriviamo in Piazza della Torre. Questo delizioso spazio chiuso da case in pietra unite le une alle altre era un tempo il luogo delle esecuzioni capitali, viene ancora chiamato anche piazza del forca. Spicca in un angolo una bella torre medievale.

Un lato della piazza è quasi completamente occupato dall’Oratorio dei Disciplinanti, con il piccolo campanile a vela e l’affresco di Santa Maria Maddalena. Qui avevano luogo le riunioni dei notabili che prendevano le decisioni relative alla vita del borgo.

Nell’altro angolo troviamo una fontana in pietra preceduta da un portico con sedili in pietra: l’ideale per fare una sosta e rinfrescarci.

Proseguiamo verso la parte bassa del paese, percorrendo stretti vicoli pavimentati con grossi ciottoli. Bastano pochi minuti e sbuchiamo su altro angolo splendido di Castelvecchio.

In fondo a una breve discesa si apre un delizioso prato, una piazza naturale dove si affacciano la parrocchiale con il suo sagrato e i giochi per i bimbi. Dalla parte opposta alla chiesa una nuova visuale da cartolina del castello con le caratteristiche case in pietra avvolte dai rampicanti. Sicuramente torneremo anche in autunno per vedere queste piante tingersi di rosso e di giallo.

La chiesa dedicata all’Assunta ha un bel campanile che sembra fondersi con la facciata. E’ stata costruita nel tardo medioevo e completamente modificata all’interno in forme barocche.

Dopo un’altra sosta ci avviciniamo al borgo prendendo il carruggio che conduce al castello. La fortezza oggi è privata e non visitabile, ma vale la pena arrivare fino all’entrata da dove si gode un altro splendido colpo d’occhio sul paese e i dintorni.

Lungo il percorso ammiriamo le case ben ristrutturate e una grande varietà di scorci da fotografare: passaggi sospesi, ripide scalinate, piccoli cortili che si nascondono dietro ai cancelli.

In alcuni muri vediamo strane protuberanze, invito anche voi ad andarle a cercare. Sono le “gobbe”, piccole nicchie che ospitavano i forni delle case, costruiti verso l’esterno per guadagnare un po’ di spazio.

Una volta arrivati al cancello del castello possiamo ammirare il panorama verso la parte del paese da cui è iniziata la nostra passeggiata.

Un altro punto panoramico è il santuario di Nostra Signora delle Grazie, con un bel portico. Si può raggiungere a piedi seguendo la strada del cimitero.

 

Il sentiero di Ilaria

Da qualche anno è stata risistemata l’antica strada pedonale tra Castelvecchio di Rocca Barbena e Zuccarello. Con una facile passeggiata di circa un’oretta e mezza si può percorrere un piacevole itinerario in mezzo alla natura ma anche alla storia. Il sentiero tocca infatti i ruderi del castello dei Marchesi del Carretto di Zuccarello, dove abitò la bellissima Ilaria del Carretto, morta giovanissima di parto e resa immortale dal monumento funebre scolpito da Iacopo della Quercia.

 

Dove mangiare a Castelvecchio di Rocca Barbena   

Visitare la Liguria significa anche scoprire una cucina sorprendente, con prodotti di grande qualità: vi lascio qualche indirizzo utile.

Agriturismo Antico Melo

Antica Osteria alla Posta

Trattoria di Malco Claudio

 

Concludendo…

La visita a questo borgo è stata davvero emozionante. Abbiamo tirato la leva della macchina del tempo per venire spediti in pieno Medioevo, in una valle selvaggia e incantevole. 

Gli stranieri sono molto sensibili a questi aspetti della Liguria, non per niente a Castelvecchio di Rocca Barbena c’è una nutrita comunità di scandinavi. Uno di loro, Björn Afzelius, è stato un famoso musicista e cantautore che ha scritto una bellissima canzone dedicata al borgo di cui si era innamorato. Vi lascio con i suoi versi e con le sue note.

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Buona Liguria!

Guarda che manto di stelle,

Senti, le carezze del vento!

è notte , è notte in Liguria!

Vieni, dormiamo all’aperto!

Il vecchio Castello di Rocca Barbena

è là ad aspettare il nostro risveglio.

nessuno saprà mai, le cose che ha visto

Il vecchio Castello di Rocca Barbena.

Castelvecchio di Rocca Barbena: dove il tempo ha deciso di fermarsi ultima modifica: 2019-08-17T01:31:14+01:00 da Alberto Berruti