Cosa vedere e fare a Taggia
In questo articolo troverete un po’ di consigli su cosa vedere e fare a Taggia. L’antico comune che occupa l’imbocco della valle Argentina ha superato ormai da tempo i suoi primi mille anni di storia, e offre davvero molti spunti per una visita.
Il Convento dei Domenicani
Il Convento dei Domenicani è situato a sud dell’abitato, in leggero e aristocratico isolamento. Una posizione privilegiata che gli permette di dare il benvenuto a chi raggiunge Taggia dal mare. Venne fondato nel Quattrocento dal Beato Cristoforo da Milano e fu per secoli uno dei più importanti centri religiosi e culturali della Liguria.
Al suo interno sono infatti custoditi preziosi esemplari dei primi libri stampati (incunaboli) e una serie di capolavori di pittura firmati da artisti del calibro di Giovanni Canavesio, Ludovico Brea, Parmigianino. Una visita al convento permette di ammirare anche l’eleganza degli ambienti, come la chiesa, decorata con i classici motivi in bianco e nero, o il chiostro, che invita al raccoglimento e alla meditazione. Notevole il campanile in stile gotico lombardo.
Il Ponte Antico
Un altro simbolo di Taggia è sicuramente il ponte antico, chiamato da sempre “romano” anche se ha origini medievali. Pensate che si sviluppa per più di duecentosettanta metri sul torrente Argentina. Il corso d’acqua ha infatti spostato nei secoli il suo corso rendendo necessaria la costruzione di nuove arcate. Attualmente possiamo contarne ben quindici.
Questo affascinante ponte è uscito indenne da numerose alluvioni e anche da alcuni terremoti. In quello del 1831 crollò una delle arcate e due bimbi si salvarono per miracolo. Questo episodio è ricordato da una lapide murata su una cappelletta, vi sfido a trovarla quando verrete a visitare Taggia. Percorrete tutto il ponte fino a villa Curlo, potrete godere di splendidi scorci sul borgo, sull’imbocco della vallata e sul paese di Castellaro con il Santuario di Lampedusa.
La Chiesa della Madonna del Canneto
Tra le cose da vedere e fare a Taggia non può mancare una passeggiata poco fuori le mura per ammirare il campanile medievale della Chiesa della Madonna del Canneto. Questo edificio religioso ha origini misteriose: non c’è infatti nessun documento certo sulla sua costruzione. In passato si era ipotizzato che la chiesa fosse stata parte di un grande complesso fondato dai monaci Benedettini addirittura nell’VIII secolo. Successivi scavi archeologici non hanno però trovato conferme a queste teoria.
Gli interni della chiesa un tempo erano decorati con affreschi che raffiguravano scene della vita di Maria, cherubini e profeti. Il lavoro aveva visto come protagonista il grande pittore Luca Cambiaso che lavorava all’epoca ancora con il padre Giovanni. Molti anni dopo sarebbe diventato pittore di corte in Spagna e avrebbe affrescato la volta dell’Escorial. Il campanile risale al Millecento, ha quindi circa novecento anni, ed è sicuramente uno dei più belli della Liguria. La struttura è slanciata, acquista leggerezza grazie alle finestre monofore e bifore sempre più ampie e ariose salendo verso l’alto, e alle cinque cuspidi sulla cima.
U Pantan
Pantan è il nome dialettale della via più prestigiosa di Taggia. Sviluppatasi all’inizio del Rinascimento, è oggi dedicata al medico G.B. Soleri, protagonista di un lascito per l’istruzione dei giovani del paese. Dopo il Medioevo l’abitato di Taggia si estese dalla collina verso il fiume, probabilmente attraverso la bonifica di terreni molto umidi, da qui il nome Pantano.
Sulla nuova via si costruirono le dimore nobiliari più importanti con alla base un ampio sistema di portici. Potrete quindi passeggiare riparati dalle antiche volte e ammirare i profili dei palazzi, con i portali scolpiti che nascondono eleganti ingressi e scalinate. La maggior parte delle botteghe è concentrata su questa via, qui potrete trovare i prodotti tipici di cui vi parlerò più sotto. Procedendo da sud a nord, il Pantan sbuca su piazza Cavour, dominata dalla facciata dell’Oratorio dei Bianchi.
La Chiesa Parrocchiale
E’ il centro della vita religiosa di Taggia e sorge sulla piccola piazza intitolata al Cardinale Gastaldi. Il religioso, che ricoprì importanti incarichi a Roma, si adoperò in prima persona per la costruzione della chiesa, realizzatasi attraverso la completa modifica dell’antica parrocchiale medievale trasformata in un’elegante chiesa barocca seicentesca intitolata ai Santi Giacomo e Filippo.
Entrando rimarrete subito colpiti dalle proporzioni degli spazi. Per secoli si pensò che per il progetto fosse stato utilizzato un disegno del Bernini. Sicuramente l’architetto appartiene alla prestigiosa scuola barocca romana. La ricchezza della decorazione risulta sempre armoniosa evitando la pesantezza che spesso si riscontra in altre chiese del periodo. La parrocchiale di Taggia racchiude alcune opere d’arte molto importanti come una “Resurrezione” e “San Paolo Eremita con Antonio Abate” di Luca Cambiaso. L’undici marzo 1855 molti taggesi testimoniarono di aver notato il movimento degli occhi di una statua della Madonna realizzata dallo scultore Salvatore Revelli. La Chiesa dopo varie indagini confermò il miracolo.
Gli Oratori delle Confraternite
A Taggia sono attive da secoli la Confraternita della S.S. Trinità e la Confraternita del Gonfalone, conosciute rispettivamente come I Rossi e i Bianchi. Sono associazioni composte da laici con finalità religiose e assistenziali. Tra i loro compiti c’è da sempre la cura di due importanti chiese di Taggia.
I Bianchi custodiscono la chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano, che si trova proprio sul Pantan. Noterete subito la sua armoniosa facciata movimentata da statue, iscrizioni e pinnacoli. Al suo interno è custodito un importante crocefisso di inizio Quattrocento a cui sono stati attribuiti miracoli. Sembra addirittura abbia sudato sangue e che più di una volta abbia aiutato la città ad affrontare la siccità.
I Rossi custodiscono invece la chiesa della Santissima Trinità, nella splendida piazza omonima. La decorazione barocca interna è una della più eleganti e ricche del Ponente Ligure. Molte opere d’arte come i grandi quadri alle pareti provengono dall’ambiente artistico romano dove diversi nobili taggesi avevano interessi economici. Il tesoro della Chiesa comprende un crocefisso in avorio di quasi un metro che riprende la curva della zanna dell’animale. E’ un manufatto di estrema rarità realizzato da un artista di altissimo livello il cui nome rimane misterioso.
Via San Dalmazzo e il centro storico
Proseguiamo con i consigli su cosa vedere e fare a Taggia con la parte più antica del borgo.
Prima dello sviluppo del Pantan l’arteria principale di Taggia era via San Dalmazzo. E’ rimasta ancora oggi la più lunga. Intorno ad essa si raccoglie la maggior parte del centro storico medievale, che per dimensioni è il secondo più grande della Liguria, dopo quello di Genova (a sua volta considerato il più grande d’Europa).
Le possibilità di visita del centro storico sono molteplici, ovunque incontrerete palazzi nobiliari, portali scolpiti, case bottega, bassorilievi. Si può ad esempio partire dalla Madonna del Canneto e percorrere tutta la via da nord a sud arrivando alla zona dei Bastioni (e poi volendo al Convento dei Domenicani). Oppure ci si può arrampicare dalla piazza della Parrocchiale salendo sempre in su fino a raggiungere piazza Grande e ancora più in alto la Fortezza da poco restaurata, che domina insieme alla chiesa di Santa Lucia il quartiere più antico di Taggia. Alle spalle della parrocchiale è invece interessante la zona delle Confrarie, con gli imponenti palazzi Lercari e Spinola. Da lì parte anche un’altra delle strade storiche di Taggia, via Lercari, U’ Camin de l’Ursu, la strada dell’Orso.
Arma
Il Comune di Taggia si divide in tre zone che hanno caratteristiche molto diverse e peculiari. L’antica Taggia di cui vi sto parlando, Levà, sempre più importante dal punto di vista commerciale e sede della nuova stazione ferroviaria, e Arma, con la sua vocazione rivolta al turismo balneare.
Arma si è sviluppata alla fine dell’Ottocento con il passaggio della ferrovia litoranea, oggi è la zona più popolata. Il villaggio di pescatori si è trasformato in una moderna località di villeggiatura che offre spiagge sabbiose tra le più invitanti della provincia. D’obbligo una passeggiata sul Lungomare che termina verso Sanremo con la chiesa dell’Arma e la Fortezza.
Assaggiare il Moscatello, I Canestrelli, i biscotti al finocchio, l’olio extravergine e le olive taggiasche
Riscoperto da circa vent’anni andando a scovare antiche viti, il Moscatello di Taggia è un vino D.O.P. ormai molto richiesto, in Italia e non solo. Nei secoli passati era apprezzato dalle corti di tutta Europa come testimoniano vari documenti. Viene citato con entusiasmo ad esempio da Sante Lancerio, il cantiniere dei papi considerato primo sommelier della storia. Oggi a Taggia esiste una casa del Moscatello che fa da punto di riferimento per appassionati e produttori.
L’oliva taggiasca viene nominata ogni giorno nei programmi televisivi a tema gastronomico. Ogni chef la considera una delle più prelibate e versatili. L’olio extravergine che si estrae dalla taggiasca è unanimemente giudicato tra i migliori al mondo, un connubio perfetto tra gusto e delicatezza che esalta i sapori senza coprirli. A Taggia è possibile acquistarne una bottiglia un po’ dappertutto, ci sono anche dei veri e propri oleifici con l’esposizione di fianco alle macine.
Proprio questo olio è l’ingrediente principale di uno dei prodotti tipici del borgo, il Canestrello di Taggia. E’ una sorta di ciambella salata dello spessore di un grosso grissino, sapientemente arricchita di olio extravergine. Potrete provare i Canestrelli in qualunque panificio della città.
A Taggia è d’obbligo provare anche un altro prodotto tipico, in questo caso un dolce. Si tratta del Biscotto della Quaresima, meglio conosciuto come Biscotto di Taggia o Biscotto al finocchio. In passato era un pane dolce offerto dalle Confraternite ai poveri nel periodo appunto di Quaresima. Oggi si può assaggiare tutto l’anno. Non viene venduto come pane dolce ma nella forma più pratica di un grosso biscotto: l’impasto con l’aroma inconfondibile di finocchio e lievito è però lo stesso delle ricette dei confratelli tramandate nei secoli.














ciao
molto bello e interessante
ne approfitto per chiederti se ci sono anche passeggiate
grazi e
Ciao Luigi, qualcosa c’è ma non garantisco sullo stato dei sentieri. Ti consiglio di chiedere su questo sito, le neviere sono interessanti:
https://sanremooutdoor.it/sentiero/LA+NEVIERA+GRANDE+DI+TAGGIA/88/
Ho trovato questa descrizione dei luoghi di Taggia molto interessante, e senz’altro al prossimo passaggio ne approfitterò per seguire il percorso indicato.
Grazie mille.
Grazie mille Marta, fammi sapere se ti è piaciuto.
Sempre interessante e coinvolgente.
Bravissimo grazie.
Grazie Dany!
E vai così Alberto!
Io e Rossella siamo tue fan da tempo, sempre pronte a seguire le tue “dritte”,che sono veramente utili,anche quelle sul cibo.
Come la scoperta del vino Moscatello di Taggia !
Alla prossima!
Grazie del supporto Simona e Rossella!
Buongiorno, per caso hai qualche locale tipico e non turistico da consigliare?
Ciao Alessia, ti consiglio l'”Osteria del Cavallo Bianco” e “Castelin”