Passeggiate a piedi

Lucinasco: un percorso magico tra arte e natura

La collina degli ulivi

Per raggiungere Lucinasco dobbiamo risalire la valle del fiume Impero, alle spalle di Oneglia.

Dopo circa un quarto d’ora dall’uscita di Imperia Est, una deviazione sulla destra ci porta a Chiusavecchia, da dove parte, stavolta sulla sinistra, la strada verso la nostra meta.

Superata la frazione Borgoratto iniziamo una splendida salita tra ulivi e muretti a secco. A ogni tornante la vista si apre sulle alture circostanti, uno spettacolo soprattutto d’inverno.

Lucinasco se ne sta disteso per lungo in cima alla collina, a circa cinquecento metri di altezza. Una volta era fondamentale per il controllo della valle Impero e come snodo verso la valli Prino e Argentina.

Invece di entrare in paese, lo visiteremo più tardi, svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Pantasina e Vasia. Dopo neanche un chilometro arriviamo in uno dei luoghi più magici del Ponente Ligure.

Dal nulla ci troviamo davanti un piccolo laghetto dove si specchiano cipressi e salici piangenti. Sulla riva, sopra un terrapieno circondato da un muretto, si staglia il profilo della chiesa di Santo Stefano.

Era l’antica parrocchiale di Lucinasco, costruita alla fine del Duecento; nei secoli perse importanza diventando semplice chiesa cimiteriale. Le linee curve del barocco si fondono con la pietra grezza in un equilibrio estremamente gradevole. 

I dintorni ospitano un bel parco-giardino attrezzato, ideale per passare una giornata all’aria aperta con la famiglia. Ci sono perfino un campo da calcio e uno da tennis. Il profumo delle conifere ci fa sentire quasi in montagna.

Lasciamo l’auto nel parcheggio prima del laghetto.

Una passeggiata da non perdere

Continuando a piedi sulla carrozzabile superiamo Santo Stefano e proseguiamo dritto seguendo il cartello per Vasia. Da qui parte la nostra passeggiata: si svolge quasi tutta su una strada asfaltata dove raramente passano auto.

Nella prima parte del percorso attraversiamo le ultime campagne godendoci il panorama sulla valle. Ignoriamo la deviazione verso Pantasina e Colle d’Oggia, subito dopo incontriamo quella per Vasia e il monte Acquarone. Questa altura era uno dei crocevia tra i sentieri di collegamento tra le valli e le famose vie del sale che risalivano verso nord. 

E’ un’ottima idea per la nostra prossima passeggiata, questa volta però giriamo a sinistra.

La strada è sempre asfaltata ma ora si restringe parecchio. Ai lati ci avvolgono roverelle e castagni, sembra proprio di essere entrati in un bosco anche se ogni tanto ritroviamo punti panoramici. 

Camminiamo ancora per circa due chilometri fino ad incontrare un cartello che ci segnala un’altro parco, quello della Maddalena. Ci viene anche ricordato, con giustissimo orgoglio, che la rivista Airone ha nominato per ben due volte Lucinasco come “villaggio ideale d’Italia”.

Siamo arrivati in un’altro luogo magico che prende il nome da una delle chiese più interessanti della Provincia. La andiamo a visitare abbandonando la strada e scendendo in basso su un brevissimo tratto sterrato.

L’esterno del santuario di Santa Maria Maddalena presenta linee romaniche che convivono con elementi gotici, un mix tipico in queste zone nel periodo finale del Medioevo. Sul bel portale scolpito possiamo leggere la data di costruzione: 1480. Molto particolare, in basso a destra, un bassorilievo diviso in tre scomparti. A centro la Madonna col Bambino, a sinistra un santo e a destra Maria Maddalena. E’ un opera rara nel contesto ligure.

I conci regolari vengono animati qua e là da fantasiose decorazioni in pietra, che ritroviamo nei capitelli dell’interno. L’aula è divisa in tre navate; interessanti, sulla volta, i resti di un ciclo di affreschi risalente alla fine del Cinquecento.

Sul pavimento della chiesa notiamo una lapide con un teschio piuttosto inquietante. Ci segnala la sepoltura di Lazzaro Acquarone, personaggio poliedrico vissuto a Lucinasco tra il Cinquecento e il Seicento. Era un mercante di tessuti ma non se la cavava per niente male neanche come scultore e artista; il Comune qualche anno fa gli ha dedicato un piccolo museo.

Questa chiesa conteneva un’opera d’arte molto importante che adesso si trova proprio nel museo Acquarone. Per scoprire cos’è dobbiamo tornare a Lucinasco: ripercorriamo la strada dell’andata.

Lucinasco-chiesa della maddalena91

Il museo Lazzaro Acquarone

La sezione del museo dedicata all’arte sacra è allestita nell’Oratorio dei Disciplinanti di San Giovanni Battista, proprio davanti alla parrocchiale di Sant’Antonino, lungo la strada principale del paese.

Al suo interno ammiriamo quadri e sculture provenienti da edifici di culto della zona, insieme a paramenti e arredi sacri di grande pregio. L’opera più importante, quella di cui parlavamo poco fa, si trova in corrispondenza dell’abside.

Si tratta di uno splendido gruppo di sculture in legno della fine del Quattrocento raffiguranti il Compianto del Cristo Morto. I personaggi riuniti intorno al corpo senza vita di Gesù partecipano al dolore con una grande forza espressiva, sembra di assistere a una scena reale.

Questi simulacri così realistici sono stati realizzati in legno di tiglio, poi dipinto e dorato. Un tempo probabilmente venivano portati in processione seguendo il Cristo morto. Da vedere assolutamente.

Il museo Lazzaro Acquarone possiede anche una notevole sezione etnografica dove si può riscoprire il duro lavoro del passato negli oliveti e nelle botteghe degli artigiani. Molto suggestiva la ricostruzione di una casa contadina, proprio accanto all’Oratorio. 

Una serie di strutture tipiche della vita nei campi, come i mulini, i pozzi o i particolarissimi maceratoi per la canapa, completano la parte etnografica di questo museo diffuso. Le troviamo proprio tra le fasce di ulivi che ci hanno accompagnato salendo da Chiusavecchia. Tornando a casa possiamo darci un’occhiata.

Concludendo…

Come avrete capito, a Lucinasco difficilmente ci si annoia.

Il paese tra l’altro è famoso per la raffinatezza del suo olio extravergine di oliva taggiasca, con tutti questi ulivi non poteva essere altrimenti. Si può acquistare direttamente nei frantoi.

Se siete amanti della buona tavola, cucina tipica ligure ovviamente, vi consiglio di prenotare dalla Etta, io e mia moglie ci siamo siamo trovati benissimo.

Bene, spero che l’articolo vi sia piaciuto, se vi va condividetelo con i vostri amici e fategli conoscere il blog. Non dimenticate di ritirare il vostro piccolo omaggio di benvenuto.

Ci sentiamo al prossimo tesoro del Ponente, buona Liguria!

p.s.

(Le chiese sono normalmente chiuse, è consigliabile contattare la Parrocchia (018352 534) o il Museo (018352855) per visitare gli interni).

 

Lucinasco: un percorso magico tra arte e natura ultima modifica: 2018-09-23T09:00:35+00:00 da Alberto Berruti