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Montalto Ligure: 4 tesori da non perdere nel Paese Romantico

Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.
(Bertolt Brecht)

Montalto Ligure, più che un paese, è un’improvvisa apparizione che scuote l’attenzione di chiunque risalga la Valle Argentina. Si esce dall’abitato di Badalucco, si supera una curva cieca e tac… ci si ritrova davanti questo borgo adagiato su un colle, in una prospettiva imponente. Ammirarlo dalla strada è già una bella esperienza, ma perché non saliamo a visitarlo insieme?

Immagino vi starete chiedendo perché Montalto Ligure viene chiamato “paese romantico”, e magari perché ho inserito una citazione in apparenza fuori luogo. Tutto parte da una leggenda.

Nel Medioevo Badalucco, il borgo più esteso della media Valle Argentina, era dominato dalla potente famiglia dei Conti di Ventimiglia.

Il perfido conte Oberto tiranneggiava la popolazione, pretendendo il pagamento di pesanti imposte e imponendo leggi ingiuste. Una di queste, lo ius primae noctis, consisteva in un obbligo davvero umiliante: tutte le fanciulle che si sposavano dovevano passare la prima notte di nozze con il conte!

Due giovani innamorati, di cui vorrei dirvi il nome ma che purtroppo è stato dimenticato, si rifiutarono di sottostare a questa pratica infame. Così, dopo essere fuggiti da Badalucco e dalla collera di Oberto, si rifugiarono sulla collina dove sarebbe nato Montalto Ligure, venendo presto raggiunti dalle loro famiglie e dai loro amici.

La difesa naturale garantita dal colle rese vana la vendetta del tiranno, che alla fine dovette arrendersi. Fu così che intorno alle prime case si formò gradualmente il nuovo paese.

Vasilij Dmitrievič Polenov “Le droit du Seigneur” (1874)

Nessuno sa se questa leggenda sia vera.

Sicuramente Montalto Ligure è stato fondato prima del 1000, probabilmente da famiglie della costa che scappavano dalle invasioni dei Longobardi e dei Saraceni.

Oberto di Ventimiglia è comunque realmente esistito e la sua famiglia ha dominato questo territorio per secoli, prima che passasse sotto il controllo della Repubblica di Genova.  

Negli ultimi anni il borgo ha riscoperto la sua vocazione romantica, un po’ per la leggenda, un po’ per la bellezza delle sue architetture e dei suoi panorami.

Oltre a prestarsi a un turismo di qualità, Montalto Ligure ormai da diverso tempo è infatti meta di coppie provenienti da tutto il mondo che decidono di sposarsi proprio qui. Il luogo più ambito per le cerimonie è la Loggia degli Sposi, antico edificio del centro storico ristrutturato con gusto con una splendida vista sulla valle.

Siete pronti a scoprire i 4 Tesori di Montalto Ligure?

 

1) IL CENTRO STORICO

Proprio il centro storico è una delle tappe obbligate per una visita a Montalto Ligure. Nel corso dei secoli il borgo non ha mai perso la sua impronta medievale, per cui si sono mantenuti intatti molti scorci che vi faranno davvero tornare indietro nel tempo.

Al vertice dell’abitato un tempo sorgeva un castello che venne demolito nel Quattrocento, attualmente alcune parti sono inglobate in edifici successivi. Attorno ad esso lentamente si allargò il resto dell’abitato, prendendo la forma “a pigna” tipica di molti paesi liguri e provenzali. 

Questo sviluppo in apparenza caotico crea un reticolo incredibile di carruggi, scalinate, portici, che nasconde sorprese per gli occhi ad ogni svolta. Assicuratevi che le fotocamere e i cellulari abbiano una batteria ben carica…

A impreziosire l’insieme contribuiscono i tipici portali in ardesia, la pietra nera estratta nell’alta Valle, scolpiti da artigiani locali.

Sicuramente il punto focale del centro storico è la piazza della chiesa parrocchiale, circondata da ariose arcate che spesso ospitano proprio i festeggiamenti collegati ai matrimoni.

Una curiosità: in piazza troverete un grosso anello dove sembra venissero legati i criminali esposti al pubblico dileggio, una punizione molto diffusa per i reati meno gravi.

2)LA PARROCCHIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La piazza del paese è dominata dalla facciata in pietra della parrocchia, costruita a partire dal Quattrocento.

L’aspetto attuale è stato determinato alla fine del Settecento, quando vennero demolite le navate e create sei cappelle laterali. Anche il campanile, di notevole altezza, venne realizzato in quel periodo.

L’interno colpisce per la qualità degli stucchi e degli arredi sacri, con la ricchezza decorativa tipica dello stile barocco. E’ incredibile pensare come questi piccoli paesi, dove la miseria era di casa, riuscissero a creare edifici sacri così preziosi. Vi segnalo in particolare tre opere d’arte da non perdere:

– un “Martirio di Santo Stefano” di Agostino da Casanova, autore che avevamo già incontrato a Valloria;

– una “Resurrezione” (1563) di Luca Cambiaso, pittore di grande fama che lavorò anche alla corte del Re di Spagna;

– lo splendido “Polittico di San Giorgio” di Ludovico Brea, straordinario artista del quale si contendono i natali Montalto Ligure e Nizza. Il Brea rappresenta il trait d’union tra la pittura tardo medievale e quella rinascimentale nel Ponente Ligure. Molte delle sue opere più significative sono custodite a Taggia, nel Convento di San Domenico.

Sulle pareti sono presenti anche alcuni affreschi di Francesco Carrega, se seguite il blog ricorderete i suoi splendidi lavori nella chiesa dei Corallini a Cervo.   

Vicino alla parrocchia è molto interessante l’Oratorio di San Vincenzo Ferrer, edificato probabilmente in seguito alla predicazione del domenicano in questo territorio.

Al suo interno si trova uno splendido altare in legno dipinto, opera di Giovanni Battista Borgogno detto “Il Buscaglia”. Si tratta di un’opera davvero notevole per la ricchezza dei dettagli, messi in risalto dalla combinazione dell’oro su sfondo scuro. Risale alla fine del Seicento.

La chiesa di San Giovanni Battista è diventata parrocchia del paese solo nel 1618, prima dipendeva dalla Pieve di San Giorgio.

 

3)LA PIEVE DI SAN GIORGIO

E’ la chiesa più antica di Montalto Ligure, si pensa che il nucleo originario risalga a prima del Duecento. Costruita nei pressi del cimitero, poco sotto l’abitato, acquisì i caratteri romanico-gotici che ancora oggi mantiene in seguito a modifiche eseguite nel Trecento.

La chiesa è divisa in tre navate da quattro possenti colonne in pietra di forma circolare, di gusto romanico, e da due pilastri; è presente anche una divisione tra la zona riservata ai celebranti e quella dei fedeli, realizzata tramite un muretto in pietra con incorporato un leggio.

La pieve contiene splendidi affreschi di autori ignoti, realizzati tra il Trecento e il Cinquecento.

Il campanile a cuspide è di gusto tipicamente gotico.

Le pievi, situate di solito in zone rurali, nel Medioevo erano il corrispondente delle attuali parrocchie come centro della vita delle comunità cristiane, ma avevano anche compiti di amministrazione civile, come ad esempio la tenuta dei registri di nascita e morte.

Sembra che la pieve di San Giorgio sia stata costruita su un tempio pagano degli antichi Liguri. I torrenti Argentina e Carpasina, che si uniscono pochi metri sotto la chiesa, e le numerose sorgenti della zona rendono probabile la presenza di culti legati all’acqua, che forse non vennero mai del tutto abbandonati.

4)IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DELL’ACQUA SANTA

Una testimonianza di questo legame tra antica e nuova religione potrebbe essere il Santuario della Madonna dell’Acquasanta, raggiungibile dopo una bella e facile passeggiata tra i boschi prendendo la mulattiera a inizio paese.

Venne edificato nel Quattrocento come ringraziamento per un miracolo: la Madonna apparve a un anziano zoppo del paese e gli disse di bagnarsi a una fonte nel bosco, il vecchio obbedì guarendo all’istante dalla sua menomazione.

Purtroppo la chiesa ha perso del tutto il suo aspetto originario a causa del terremoto che nel 1887 devastò il Ponente Ligure. Sono tuttavia rimasti alcuni elementi molto significativi, come un bellissimo pozzo poligonale del Quattrocento da dove è tradizione attingere l’acqua miracolosa. 

La chiesa contiene anche una pregevole “Madonna con Bambino” (1546) di Emanuele Macario, pittore locale originario di Pigna.

Oltre a un patrimonio culturale di notevole interesse, Montalto Ligure si distingue per la bellezza del suo territorio.

La posizione dominante offre panorami indimenticabili sulle Valli Argentina e Carpasina: la vista si allarga su colline completamente coperte dalle coltivazioni di ulivo e vite, che lasciano posto ai castagni man mano che ci si allontana dall’abitato.

Le possibilità di passeggiare sono molteplici, durante il cammino capita spesso di imbattersi in mulini e ponti in pietra molto antichi.

A Montalto Ligure troverete anche un’ottima scelta di ristoranti dove scoprire i piatti tipici dell’entroterra. Se volete provare la tipica torta di patate chiamata “fràndura”, potete trovare la ricetta sulla guida gratuita del blog da scaricare su questa pagina. La sagra di questa squisita specialità si ripete ogni anno nel mese di agosto.

Se a tutto questo aggiungiamo che il paese dista neanche mezzora di auto dall’uscita autostradale di Arma di Taggia, direi che non avete più scuse: appena avete un po’di tempo a disposizione salite a conoscere Montalto Ligure.

Trovate tutte le informazioni pratiche per organizzare una visita, in particolare le modalità di accesso alle chiese, sulla pagina delle associazioni del paese.

Non mi resta che salutarvi, ricordandovi ancora di ritirare la vostra copia di benvenuto della guida del blog e invitandovi a condividere l’articolo come meglio credete. 

Grazie per avermi concesso un po’ del vostro tempo e Buona Liguria a tutti!

 

Montalto Ligure: 4 tesori da non perdere nel Paese Romantico ultima modifica: 2017-08-02T18:19:57+00:00 da Alberto Berruti